Un passo dopo l'altro su un filo teso di ricordi ed emozioni.
Basta poco per scivolare giù, o per arrivare a toccare le stelle.
E quando sei lì col vento che ti scompiglia i capelli, e riesci a rimanere in piedi, ti accorgi di quanto l'equilibrio possa essere un bellissimo miracolo.
Sono convinta che tutt’intorno è buono. C’è del buono nella musica che ascolto, e in ogni nota che un pianista fa nascere spingengo con moderata forza ogni tasto. C’è del buono nelle parole che leggo, qualsiasi siano le emozioni che vogliono esprimere. C’è del buono in te che leggi, con interesse o non curanza le cose che scivolano via dalle mie dita senza troppe paure, che hai premuto un tasto e sei arrivato qui e non eri obbligato a farlo. C’è del buono nelle urla di ognuno, perchè dove c’è rabbia deve per forza esserci stato amore.
Ognuno ha la sua dose di buono. La sorte ha del buono, perchè permette a ciascuno di scegliere l’amore, resistendo a tutto ciò che ne ha di meno, eppure a volte è condanna, perchè sembra allontanarci da ciò che vogliamo. Ma chi può dire che non ci sia amore in essa?
Sono convinta che c’è amore in te, anche se mi fai del male. Sono convinta che un abbraccio può avere una forza più grande di una punizione, che possa guarire e redimere, e fare uscire lacrime dove si pensa ci sia solo gelo. Sono convinta che la parola amore sia rara, che spesso un uso frequente possa farla sembrare banale, ma la sua forza rimane intatta, e sono convinta che è l’unica cosa che ci rimane nel dolore.
Quando hai dolore pensa all’ AMORE. E se hai dolore per l’amore, pensa a quello che di buono ha fatto, e quanto ancora dovrà fare per te. Non conosceresti l’amore senza il dolore, perchè solo allora ti accorgi di quanto grande sia stato.
Amare è l’unica cosa più grande che questa maestra vuole che impariamo. La cosa più semplice e quella che fa più paura al mondo, ma l’unica cosa vera che ti fa sentire che vale la pena esserci in ogni istante, e l’unica cosa che ti renderà libero da questa prigione.
Non smettere di amare, non smettere di continuare a ripetere ad ognuno che AMI.

Quando uscivano dalla cioccolateria ne portavano con sè ogni odore.
Quel giorno sapeva di Vaniglia e Zenzero, di uno scrittore riservato e paziente che trascorreva in quel posto ogni giornata della sua vita, aspettando. Buttava giù righe ricche di immagini e colori che sapevano tutte di cioccolata calda e di luce soffusa, e di una canzone anni ‘30 che risuonava lontana, confusa dalle risa distratte delle voci che ogni giorno affollavano e prendevano un pò di vita da quel posto che non ne conosceva altri uguali. Ogni giorno, sapore dopo sapore, odore dopo odore, pagina dopo pagina, buttava lì il suo cuore, aspettando. Quante volte aveva posato la sua mente stanca su quel divano che sentiva suo e di nessun altro, e quante tante altre volte aveva lasciato che il suo sguardo accarezzasse quel giardino che in primavera lasciava passare solo poca luce tra le foglie che scendevano giù lungo le mura di ricordi e di sospiri. Pensava a quante persone dovessero essersi innamorate in quel posto. Quanti gusti avevano ingannato cuori.
Lei portava con sè il suo odore, di Vaniglia e Zenzero, e le parole silenziose ascoltate solo dal vento. Aveva passato tutti i giorni e tutte le notti della sua vita giocando con ogni senso conosciuto che potesse rendere unica la sua arte. E adesso stringeva tra le mani un pacchetto infiocchettato da un nastro delicato e rosso. Portava dei cioccolatini di vaniglia e zenzero per lui, e tutta la passione, e la fatica e l’amore che aveva riposto in quella cioccolateria veniva liberata.
Riga dopo riga, sapore dopo sapore, ogni centimetro di quelle pagine e ogni grammo di quel cioccolato conteneva amore, che riempiva tutti gli angoli di quel posto.
Aspettando… si erano amati, concedendosi solo sguardi e furtivi sorrisi. Nessuno sapeva che quelle pagine dal sapore dolciastro parlavano solo d’amore per lei. Nessuno sapeva che ogni mattina presto lei ordinava la vaniglia più profumata solo perchè piaceva a lui. Nessuno sapeva, eppure si erano amati.
Quel posto non ne conosceva altri uguali, sapeva d’amore delicato e paziente, come una donna che impasta il cacao a mano solo per dilatare i sensi di chi ha il privilegio di assaggiarlo.
Quel posto era amore a prima vista, ed era merito loro.